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venerdì 3 ottobre 2008

Paura

I SACERDOTI DI NEW YORK GIOISCONO: IN COINCIDENZA CON LA CRISI FINANZIARIA MOLTI MANAGER DI WALL STREET STANNO TORNANDO A FREQUENTARE LE CHIESE. È MOLTO CURIOSO CHE GIOISCANO VEDENDO COSÌ CHIARAMENTE DI CHE COSA È FATTA LA FEDE.

15 commenti:

  1. Ed ecco il secondo punto fondamentale: ciò che molti chiamano spiritualità è in realtà emotività (speranza/paura).

    Anche questo mi sembrava ormai già un discorso chiuso.

    ENTJ: sono d'accordo su tutto! Ti chiedo solo se esiste un modo non corporale, non emotivo e non intellettuale di affrontare il tema.

    Abbiamo dentro di noi un altro modo? un altro senso percettivo?
    Lì è la ricerca.

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  2. Ieri sera intanto che ero seduto sul cesso che non riuscivo a farla ragionavo sul fatto che un concetto come "l'onnipotenza" non può che generare (dietro la collina) orrendi spettri che stranamente assomigliano proprio a queste reazioni emotive.
    E così dopo che ho capito questa cosa l'ho fatta.

    Non so, i tuoi ultimi post mi ispirano.

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  3. invece hanno di che gioire, perchè sanno dal medioevo che fede=paura+speranza.
    Infatti sperano di tornare agli "ascolti" del medioevo...

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  4. @Adriano
    In diversi post affermi che questo o quel discorso sulla religione sia chiuso. Forse da un punto di vista accademico hai anche ragione. Poi però mi guardo intorno e vedo cose come questa: per una settimana intera i telegiornali danno la descrizione minuziosa e acritica della riesumazione della carcassa mezza putrefatta di un morto (padre Pio), che una volta aggiustata e camuffata con una maschera di lattice, viene adorata da milioni di invasati della porta accanto certi del fatto che i santi non si decompongono. Insomma, non so tu, ma io vivo in questo mondo, dove tutte le questioni "teoricamente chiuse" sono invece ancora tragicamente aperte; ed è di esso che parlo nel blog.

    @Mr. Tambourine
    Ti ho scoperto, Pedone! ;-)))

    @Miki
    I post di Adriano effettivamente stimolano il pensiero laterale. Finora a me non hanno provocato altri stimoli, ma l'ho sempre detto che tu sei avanti!

    @Unpirlaqualsiasi
    Mi sa che hai ragione, la ricetta è sempre quella.

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  5. @ENTJ
    Insomma vuoi trovarti con quelli come te e svelare la verità a chi non la vede. A quando la fondazione della tua religione? ;-)

    Se ti metti allo stesso livello prima o poi dovrai crearne una, o, come succede più spesso, un accanito lettore del blog raccoglierà le tue strisce e fonderà la religione del "Caos Deterministico".

    Il Dio sarà un robot dalle braccia lunghissime che non modella realtà ma solo task: e questa sarà la rivoluzione! Ognuno avrà un task da compiere che non riuscirà mai bene come riesce al robot.

    Dovrà credere nella scienza anche se non la capisce ... fermami che sennò la inventiamo veramente ... :-)

    @ENTJ
    Pensi che Miki ce l'avesse con me? Perché?

    @ENTJ
    Io mi chiedevo se ci fosse un altro modo, oltre la battaglia di convinzioni. Per esempio come faceva Guzzanti con "Quelo".

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  6. @Adriano
    "Insomma vuoi trovarti con quelli come te e svelare la verità a chi non la vede. A quando la fondazione della tua religione?"
    Dissento totalmente. L'ateismo non è una religione e non fornisce alcuna visione del mondo alternativa a quella religiosa. Per rifiutare dichiarazioni palesemente assurde non è necessario fornire alternative. Questa presunta simmetria tra credere e non credere (per cui, come tu suggerisci, anche il non credere equivarrebbe a un credere) è semplicemente falsa. Le due posizioni sono asimmetriche, e il termine "ateo" è stato inventato da credenti ansiosi di dare un'etichetta. Non c'è nessuna necessità logica di sostituire una credenza rimossa perché ritenuta falsa o discutibile, con una credenza contraria. Se fosse come dici tu, dovremmo avere sistemi di credenze opposti all'astrologia o alla cartomanzia. Di fronte a Otelma, mi basta dire: non ti credo. Non mi sento chiamato a riempire un vuoto, perché una disciplina inconsistente, quando viene rimossa, non lascia proprio nessun vuoto.

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  7. Sono d'accordo. Infatti non sostengo le opinioni che confuti nel post.

    Io dico che se "non credere" in qualcosa assume i classici connotati della convinzione (intensa emotività, pensare che chi ha un opinione diversa non ha capito niente, tendenza a trovarsi umanamente bene solo con i non-credenti e così via) allora siamo di fronte ad un'altra "religione".

    Guardiamocene bene. Questo è il mio suggerimento.

    Manteniamo la porta aperta a una nostra nuova comprensione.

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  8. ... anche perché se l'ateismo è una religione, allora non collezionare francobolli è un hobby...

    (non è mia, non so chi l'ha detta per prima, la ritengo una delle migliori in circolazione, e quasi quasi la suggerirei per una striscia)

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  9. Molto bella! Mi piacciono i giochi di prestigio con le parole.

    Le definizioni con il "non" all'interno si prestano a giochi grammaticali perché non definiscono davvero. Per esempio collezionare "non francobolli" è un hobby anche se non sappiamo quale sia.

    Io mi chiedo se davvero la posizione di un "non" ci dice qualcosa dell'universo.

    Per me la vera differenza sta nella forma mentale dell'ateo o del credente.

    Se entrambi manifestano energica emotività nel sostenere la propria tesi, sensazione di avere una comprensione o status superiore, trovarsi meglio umanamente con gli appartenenti allo stesso gruppo (ateo o credente) allora per me sono indistinguibili l'uno dall'altro e sono fondamentalmente la stessa - fallace - manifestazione umana.

    E non vorrei far parte di nessuno dei due gruppi.

    Se chi non colleziona francobolli si sente più figo di chi lo fa e viceversa, e quando si incontrano per strada vengono alle mani c'è davvero differenza tra i due?

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  10. - Io mi chiedo se davvero la posizione di un "non" ci dice qualcosa dell'universo. -

    Direi che dipende assolutamente dal contesto, e talvolta si darebbe il caso di sì. Per esempio un giorno si è scoperto che l'universo con ogni probabilità NON è stazionario; e a me personalmente la cosa qualcosa dice. Per fortuna, però, la scienza non è come la religione, e così la teoria odierna non è detta la teoria astazionaria ma del Big Bang (curiosamente battezzato da uno stazionarista), quella eliocentrica non la si definì ageocentrica. Il "non" sicuramente definisce sempre qualcosa, ma di certo raramente esaudisce quel qualcosa. E mi pare che sia proprio in queste pagine che ci si stia ribellando alla nozione del "non" come sostanziante.

    Anche sul venire alle mani non ti seguo: la differenza tra due che vengono alle mani c'è quasi sempre, ed è insita nelle motivazioni e negli scopi. A priori certo che no, la differenza non sta nell'essere credente o meno. Io però uno che ammazza la gente per convertirlo all'ateismo non l'ho ancora sentito, il contrario a carrellate. Quindi direi che ci siano buoni motivi per essere un po' "emotivi" anche dalla parte di chi ... ha subito delle perdite.

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  11. Stai dicendo che l'ateismo di Stalin lo rese tenero con i cattolici?

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  12. Paolo, la battuta sui francobolli è bellissima!
    Adriano, non cadere anche tu nel banale errore di identificare le atrocità delle dittature comuniste con l'ateismo. La vera contrapposizione è tra chi richiede evidenza per accettare affermazioni non ovvie e chi invece non la richiede e si fida dei leader. Tutto qui. In quest'ottica lo stalinismo era quanto di più lontano ci sia dall'ateismo che, ripeto, non è una visione del mondo, ma solo un rifiuto di accettare affermazioni prive di evidenza. Ha ragione Paolo sul fatto che nella storia non esiste un solo esempio di atrocità o guerre commesse nel nome dell'ateismo.

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  13. Adriano, ENTJ mi pare che abbia detto tutto. Non mi pare che Stalin uccidesse perché come scopo ultimo aveva quello di ergere l'ateismo a ideologia di stato (casomai tentava di rifarsi al marxismo), mentre io mi riferivo agli esempi in cui le uccisioni, quando non stermini, sono stati fatti proprio avendo come scopo ultimo uno stato integralista.

    Aggiungo solo una cosa: lo stalinismo fu catastrofico in tanti settori della scienza, in particolare furono rinchiusi e persino giustiziati alcuni genetisti. La produzione agricola ne risentì fortemente, perché la "teoria" di stato era Lamarckiana (e quindi contro Darwin) per motivi puramente ideologici (era più vicina al materialismo dialettico). Qui ci vedo punti di contatto col creazionismo religioso, pensa un po'.
    Persino la relatività fu a lungo osteggiata per lo stesso motivo, e persino la meccanica quantistica (per necessità puramente militari i bandi ideologici su quelle teorie poi caddero).

    Chi decideva al tempo di Stalin quali teorie scientifiche erano conformi al materialismo dialettico? I filosofi di stato. Mi pare un esempio concreto di come l'educazione al pensiero critico e scettico e alla libertà di pensiero fosse ben lontana da un regime che, appunto come dice ENTJ, aveva solamente sosituito la religione con una ideologia. L'ateismo, nella stragrande maggioranza dei casi, si basa sul principio che ciò che non può essere sottoposto a verifiche non può essere preso per vero perché lo dice qualcuno che si arroga l'autorità per farlo.

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