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mercoledì 3 dicembre 2008

Relativisti quando fa comodo

IL CARDINAL BERTONE: LA CONDANNA DI GALILEO DEL 1633 È DOVUTA A LACUNE DI UOMINI DI CHIESA LEGATI ALLA MENTALITÀ DELL'EPOCA. QUANDO VI TORNA UTILE, IL RELATIVISMO NON FA COSÌ SCHIFO, EH? BERTONE, TRA DUECENTO ANNI UN TUO COLLEGA DOVRÀ SCUSARSI PER LE TUE LACUNE OGGI.

10 commenti:

  1. Bravo! ottima striscia ;-)

    E' questo il punto, sta qui l'infondatezza del dio delle religioni monoteistiche!
    L'umano troppo umano Nicciano!

    Se dio ( essere perfetto ecc ecc) è colui che guida la Chiesa, com'è possibile che i suoi rappresentanti si siano ritrovati a fare inquisizioni, controriforme, roghi, pedofilia dilagante, corruzione, accordi con le varie mafie mondiali e con i dittatori?!
    Se questo è il dio che li guida, allora armiamoci..... affidiamoli alla psichiatria.

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  2. @Roberto
    E' divertente osservare che meno di due mese fa Ratzinger fece un'affermazione di segno totalmente opposto, che immortalai in una striscia.
    Allora il papa disse che l'ultima parola sull'interpretazione delle Scritture deve essere della teologia, non dell'esegesi.
    Ora Bertone dice che la condanna a Galileo, basata appunto su un'interpretazione non esegetica delle Scritture, è invece opinabile.
    Questi qua sono volponi che giocano con le parole e piegano i concetti a seconda delle circostanze, per avere sempre ragione. Mi chiedo quand'è che i credenti cominceranno a capirlo.

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  3. IMALATIDIMENTE3 dicembre 2008 13:32

    Sono aperte le iscrizioni al campionato mondiale di arrampicata sugli specchi...

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  4. Tra l'altro Galileo era pure credente.

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  5. @Adriano
    Non so cosa tu voglia dire con questo, ma è un'affermazione che per la mentalità odierna non ha alcun senso.
    Nel XVI secolo tutti erano credenti. Dovevano esserlo, perché vivevano in una società di fatto teocratica, che non ammetteva alcun dissenso e in cui il potere temporale de papi si spingeva molto fuori dai confini del papato. Dire "Galileo era credente" è come dire "Galileo era toscano".
    Magari l'hai scritto senza alcuna intenzione polemica (in tal caso mi chiedo con quale intenzione), ma ho commentato perché non è la prima volta che sento simili argomenti da parte di chi vuole accreditare pensatori illustri alla causa della fede (l'altro personaggio abusato in tal senso è Einstein). Citando IMALATIDIMENTE, questi esercizi appartengono alla poco nobile disciplina dell'arrampicata sugli specchi.

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  6. Direi di più rispetto a questi due ultimi commenti. Galileo era credente? Embeh? Non credo che Galielo abbia abiurato in nome della propria fede; ma se anche avesse abiurato in nome della propria fede non fa differenza, perché avrebbe dovuto in ogni caso abiurare perché costretto. Quindi credente o non credente non aveva alternative, e quindi l'osservazione che era credente non ci aiuta di un bel nulla nel giudizio del "caso Galileo".

    Propendo per pensare che Adriano sia credente. Bene, come si sentirebbe se da domani va agli arresti domiciliiari fino all'ultimo dei suoi giorni per aver affermato di essere convinto che non esiste un sistema di riferimento inerziale privilegiato? Sentiamo. Mi immagino un domani come si sentirà sollevato Adriano nel leggere ENTJ scrivere a difesa della delibera: "Adriano era credente".

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  7. La mia intenzione dietro il commento era che la Chiesa si è data la zappa sui piedi due volte perché è andata anche contro un proprio sostenitore che portava idee fisiche diverse ma che non erano contro la radice stessa della cristianità.

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  8. @Adriano
    Ho capito. Il problema è che operativamente non esiste alcuna distinzione tra la Chiesa Cattolica (quella che ha condannato Galileo) e le radici della cristianità così come quella Chiesa le definisce.
    Se Galileo fosse stato condannato da una Chiesa protestante, potrei capire quello che dici: Galileo avrebbe avuto tutto il diritto a una diversa lettura del Vangelo e semmai si sarebbe innescato un dibattito. Ma non è questo il caso. Quando ci sono di mezzo i papi, la questione è semplice: o con loro o contro di loro.

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  9. Adriano, d'accordo che la sintesi è bene (e io lo dovrei dire forte). Però certe volte una righetta in più aiuterebbe molto: non avevo assolutamente capito il senso del tuo messaggio. La prossima volta prima di commentare aspetterò la risposta alla domanda: "cosa intendi dire?"

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  10. P.S.: m'è venuta in mente un'altra battuta, questa volta prendendo le mosse dal vero senso dell'osservazione di Adriano. Mi sono immaginato il commento: "Stalin fece ammazzare quel suo oppositore: tra l'altro era pure comunista!" :-)
    Comunque, anche se un tantino forzatina come osservazione, già ha molto più senso di come l'avevo fraintesa.

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